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martedì, febbraio 10, 2009 ECCOMI
Un po’ in ritardo rispetto ai piani e alle promesse… lo so che non ci crederete mai, ma avevo fatto un tentativo qualche giorno fa, poi il computer si è ribellato e ho perso tutto e allora vaffanculo. Però sono di nuovo qui, nonostante la tecnologia.
Oggi sono contenta per il sole
E mi lamento perché non so come approfittarne
E mi incazzo perché sabato è san valentino e stavolta non credo che mi lascerò, ma ad ogni modo non lo celebrerò, perché il gruppo di bob marley ha deciso di venire a Santiago proprio in quella data.
E io sono una femmina moderna e comprensiva e quindi comprendo.
Ho pensato che se fosse vasco…
E allora va bene, va bene così… però pure il sole, cazzo, dopo 3 mesi…
E adesso sono qui, con un pomeriggio libero, delle cose da fare, la voglia di uscire e l’incertezza della compagnia…
E il tipo di Barcellona non mi ha cagato, e sagarana non mi ha cagato e la carriera di traduttrice si allontana da me e io non so per dove acchiapparla…
Visto che se mi impegno trovo tante cose di cui lamentarmi?
Fanculo
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semprescomoda |
11:53
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mercoledì, gennaio 21, 2009 A VOLTE RITORNO
sottotitolo
LA MIA PENNA SI CHIAMA SOLITUDINE
Scrivo questo post perché mi manca.
Mi manca il blog, mi manca scrivere, mi manca il modo compiaciuto in cui mi crogiolavo nei miei dolori e nei miei pensieri, conferendo alla mia vita ed al mio tempo un aspetto romantico e letterario…
Il punto è che mi devo obbligare, costringere sulla sedia a scrivere, approfittando, come una ladra, di un raro momento di solitudine priva di impegni, fuggendo da facebook, da un episodio di una serie alla quale mi sono appassionata per l’abitudine di mangiare da sola, da una partita a qualche gioco sul pc o da un’altra minchiata sullo stesso stile. Perché è così che adesso passo il mio tempo libero in solitudine, in questi modi inutili e improduttivi…
E mi giustifico, perché quando non ho niente da fare voglio solo rilassarmi, spegnere il cervello e godere del fancazzismo più totale… ho pure centinaia di film che scarico e non vedo… un film pure richiede un certo impegno mentale… e comunque almeno un paio d’ore di seguito, cosa pure – a volte – complicata.
Ma la cosa più importante è che mi sono convertita – mio malgrado – in una persona pratica e sentimentalmente stabile. Mi preoccupo di fare ciò che mi consente di sopravvivere (del mio lavoro attuale non si può che parlare in questi termini) e passo la maggior parte del resto del tempo con il mio uomo e/o con gli amici… a rilassarmi e a divertirmi.
Che se fossi una persona normale, forse non ci vedrei niente di male… ma… questo blog lo sa bene… sono sempre stata una persona tormentata, una persona che si cerca le pippe mentali e i problemi in ogni situazione, in ogni relazione, in ogni immagine che le passa davanti agli occhi. E che poi analizza, riflette e scrive… scrive ciò che le passa per la testa…
E adesso invece no.
E non perché sia totalmente serena e appagata. Lavoro, se tutto va bene, 8 ore a settimana, non posso pensare di fare questa vita per sempre, e in teoria starei aspirando a cambiare questa situazione, ma concretamente non sto facendo molto, non sto facendo tutto il possibile, e mentalmente non spreco più di tanto i miei pensieri su questo tema… e non capisco perché.
Non spreco più i miei pensieri su nessun tema, in generale, e la cosa mi sorprende, mi preoccupa, non mi piace… non sono io… sono diversa…
Non posso pensare che tutto derivi dalla serenità della mia vita sentimentale, non posso credere che il brulicare dei miei pensieri derivasse tutto dalle mie inquietudini amorose… non posso…
E quindi, il proposito che deriva da questa constatazione, è che cercherò di recuperare le mie abitudini di pensiero e di espressione del pensiero, all’inizio, probabilmente, forzandomi… ma poi spero di ritornare in me…
Se fra una settimana non ho scritto niente, chiamatemi all’ordine, se tra due settimane comincio a scrivere che ho dei dubbi sulla mia relazione, sputatemi in faccia :)
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semprescomoda |
13:07
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sabato, dicembre 20, 2008 SENTO, DI NUOVO
Come dieci anni fa,
come la prima volta che fu così forte,
e che fu più forte, per essere la prima
la prima volta che io, che noi,
sentivamo di sentire, entrambi, lo stesso.
A volte mi sembra di non sentirlo, non sono sicura,
e penso
e mi obbligo a chiedermi se faccio sul serio,
e perché
e inizio a pensare ad altre persone
a un altro stile di vita
e poi altre volte lo sento,
e non c’è niente da dire
e non dico niente
e sento
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semprescomoda |
11:30
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domenica, novembre 09, 2008 UN POST, DOPO TANTO TEMPO
Il mio blog è in uno stato di triste abbandono, e i suoi 3 lettori hanno smesso di passare per vedere se c’è qualcosa di nuovo. Non posso biasimarli, io stessa, all’epoca in cui leggevo alcuni blog, smettevo di passare se per 4 o 5 volte restavo delusa nel vedere in pole position sempre lo stesso post, che avevo già letto.
Le ragioni del non aggiornamento del mio blog sono tutt’altro che affascinanti. Mi piacerebbe dire che non ho tempo, ma sarebbe un’enorme bugia. Ultimamente ho molto più tempo libero di quello che a me e al mio conto corrente piacerebbe avere, tuttavia…
Un problema concreto potrebbe essere il fatto che ultimamente una grossa fetta del mio tempo libero la passo in compagnia, e se sono in compagnia, evidentemente non scrivo.
[chiedo perdono ma ho irrimediabilmente iniziato ad usare l’avverbio “evidentemente” secondo il concetto che ne hanno in Spagna, che è leggermente diverso dal nostro. In Spagna designa una “evidenza” (guarda un po’) indiscutibile, viene usato come noi usiamo “ovviamente”. Le ragioni dell’uso spagnolo mi appaiono ragionevoli (cosa che per delle ragioni é meno comune di quanto si possa pensare), pertanto ho - dapprima incoscientemente - modificato il mio uso del termine, successivamente ci ho ragionato su e sottoscrivo].
Al di là del tempo libero e di come lo trascorro, si possono scorgere altre ragioni, ugualmente concrete, riguardanti i miei pensieri.
Ragione Pensieri n. 1
Ho decisamente meno pensieri struggenti, e parte della colpa ce l’ha la mia appagante e durevole relazione sentimentale. La quale relazione sentimentale è altresì cagione del mio tacere alcune fugaci pippe mentali che mi passano talvolta per la testa in contrapposizione a tanta meraviglia, e che potrebbero apparentemente far vacillare la stabilità e la certezza dei miei sentimenti.
...Word sottolinea in verde quest’ultima frase e capisco che è la sua maniera elegante per dirmi che non è chiara.
Proverò a esprimere il concetto con altre parole.
Seppure, nonostante l’innegabile serenità che la mia relazione attuale apporta alla mia vita, dovesse venirmi alla mente un dubbio, un pensiero strano, un lieve fastidio dovuto alla lenta ma inesorabile concreta invasione del mio mondo privato, scelgo di evitare di metterlo nero su bianco, allo scopo di togliergli importanza e di non preoccupare l’eventuale lettore che si rallegra della mia improvvisa stabilità e che soffrirebbe nel credere, leggendo, che essa sia in pericolo.
Ragione Pensieri n. 2
Ho, ovviamente, pensieri di altra natura. Pensieri che potrebbero essere espressi senza far del male a nessuno (o magari si, ma non in quel senso). Quelli non so bene perché non li scrivo. Forse perché mi vengono in mente mentre sono in autobus, e per quando sono di nuovo davanti al pc li ho dimenticati, o magari il pc mi fa venire in mente altre cose che devo fare e li perdo, o forse io stessa ho smesso di dare loro tanta importanza come prima, e quindi mi autocensuro per… disinteresse verso i miei stessi pensieri.
Non crediate che la cosa non mi rattristi.
Per questo sto pensando sempre + seriamente di comprarmi un microportatile, perché nel profondo di me stessa spero di recuperare l’antico costume di apprezzare e sopravvalutare i miei pensieri e di ritornare a sentire l’obbligo sociale e morale di condividerli con.
(dato che attualmente, per una decisione presa un anno fa e che ultimamente mi sta costando mantenere, le mie entrate fisse sono al limite della sopravvivenza, per il momento mi dico che comprerò il portatile con il prossimo lavoro “grandicello” che mi verrà affidato. Fino a poco tempo fa pensavo che il ricavato di un eventuale lavoro “grandicello” sarebbe stato usato per concedermi un ulteriore tentativo di paventarmi. Ma la patente non mi proporzionerebbe immediati benefici né sul piano concreto né su quello psichico, pertanto passa (un poco) in secondo piano. Il portatilino invece è talmente in primo piano che potrei smettere per un momento di essere tanto coscienziosa e risparmiatrice e decidere di comprarmelo con il “fondo sopravvivenza nel caso di passare un anno intero senza lavorare” e vaffanculo. Ma ancora non lo so).
Spero di tornare presto
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semprescomoda |
13:02
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giovedì, ottobre 16, 2008 semprescomoda |
09:49
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venerdì, ottobre 03, 2008 UN PANINO COL SALAME
Perché io di lui non parlo mai.
Parlo dell’altro… perché con l’altro ancora succedono cose, e ancora mi suscita pensieri complicati, quelli che questo blog è sempre stato abituato ad accogliere…
Di solito su questo blog mi lamento, mi sfogo, mi arrabbio…
E di lui non parlo perché lui mi ama. E io lo percepisco continuamente. Di cosa dovrei lamentarmi?
Allora parlo di lui per dire una cosa bella.
Qualche giorno fa stavamo sognando di vincere la lotteria, e ci immaginavamo che cosa avremmo fatto.
Io ho proposto di andare alle isole Canarie, che qua non se le cagano tanto, ma per me hanno ancora un certo sapore di paradiso tropicale. A lui comunque il posto non dispiaceva, ed ha iniziato a disegnare il quadretto: noi due, la spiaggia, la birra, una canna e un panino col salame.
E io ho pensato che per questo mi piace
Perché credo che poche persone, immaginando cosa farebbero se vincessero la lotteria, includerebbero nel sogno un panino col salame.
E proprio in questi giorni ho avuto modo di riflettere sul fatto che se io faccio cose semplici è perché i miei gusti sono semplici, non per mancanza di mezzi. Altre persone invece quando hanno i mezzi cambiano pure i gusti.
Ma quella dei “gusti” che cambiano come conseguenza di altri cambiamenti è una storia sulla quale avrei infinite cose da dire e infiniti esempi da fare…
sono cose che non smettono di deludermi
ma non importa
mi piace che lui sia come me
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semprescomoda |
11:20
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giovedì, settembre 18, 2008 PERCHÉ IO CREDO
A volte sento i piccoli colpi arrivare, uno dopo l’altro, e resto muta. Con l’intima, egoista e viziata impressione che chi li manda non li misuri, che non si sappia regolare, che non calcoli il totale che possono raggiungere.
Campionessa del fai da te, cerco sollievo camminando lungo strade, e in un quartiere, che mi mostra costantemente la prova tangibile della mia fortuna relativa. Voglio dire, della non lamentabilità della mia condizione, rispetto a quella delle persone che incrocio mentre vado al patibolo (il mio patibolo relativo). Il risultato è che mi sento meschina nel commiserare le mie ridicole pene e nell’attribuire loro un’importanza –relativa– che difficilmente sarebbe loro concessa da un giudizio obiettivo. Un altro risultato è che la meschinità non mi fa sentire più felice. Riconosco di avere molte fortune che ad altri sono negate, ma non smetto di essere appesantita da quelle che non ho.
Il bello però è che mi sbaglio.
Che chi controlla i colpi, in realtà tiene il conto. E quando vede che può bastare, o che magari ha calcato un po’ troppo la mano, pone – a modo suo – rimedio.
E allora oggi ho avuto delle belle notizie.
Purtroppo nessuna smentisce né contrasta nessuna di quelle brutte che ieri mi rendevano triste, né migliora la mia situazione da quei punti di vista.
Però sono pur sempre belle notizie, e il fatto che arrivino proprio oggi, dopo che ieri – complici gli ormoni premestruali – avevo mostrato un lieve segno di cedimento, inumidendo la spalla del mio piccolo uomo, mi fa credere che sì, c’è chi tiene il conto. E sta attento a non esagerare.
A non darmi colpi più forti di quelli che io possa sopportare
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(word dice che lamentabilità non esiste, but I don’t care)
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semprescomoda |
17:19
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lunedì, settembre 08, 2008 NON C'É NIENTE DI MALE
come in un film
gli apro la porta, e lui si ferma sulla soglia, gli occhi spalancati, un’espressione decisamente… sua
- ...che?
gli faccio. e quel “che” è una domanda retorica sul motivo della sua sorpresa alla quale so che non riceverò risposta
- niente
conosco i miei polli, sorrido e lascio passare
la verità è che mi ero fatta tristemente bella per la persona che avrei dovuto vedere dopo di lui e che invece non avrei visto
poi rivedo, per la seconda volta nell’arco della giornata, la mia tesi sul comprare cose per qualcuno...
Flashback:
Lui – fidanzato – mi aveva insegnato a forza di litri d’alcol gettato sopra il pus, che non dovevo comprare cose che non mi piacciono, solo per il piacere di un mio uomo.
Infatti, mentre gli andavo a comprare la sua cazzo di cocacola light e i suoi maisitos "don nonsoché" (perché se non sono "don nonsoché non sono veri maisitos), mi convincevo che stavolta la cosa era diversa: pur restando fermamente convinta della validità della succitata teoria, nessuno mi impediva di essere gentile con un amico. Adesso potevo fargli un’attenzione disinteressata. Adesso era tutta un’altra storia.
Infatti mi chiede di bere birra e assaggia appena i maisitos, mostrando di apprezzare invece i miei biscottini salati, che non si è mai comprato e per i quali non aveva mai avuto parole di lode…
ok
Non è che non devo comprare cose per il mio uomo.
non devo comprare cose per lui
poi non apprezza la mia battuta sull’amabilità dei montatori di prision break, che hanno ridotto al minimo la sigla, giacché quell’intervallo non ci serve più per baciarci
poi tutto normale
poi la sera ci sono stati dei messaggi…
li stavo pure traducendo, ma è meglio di no
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semprescomoda |
15:47
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giovedì, agosto 28, 2008 NON HO ABBANDONATO IL BLOG é solo che non ho mai tempo, mai ma l'estate finirà un giorno, e io avrò più tempo e aggiornerò lo giuro . semprescomoda |
10:42
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martedì, luglio 08, 2008 SECONDA PUNTATA (a grande richiesta) é che prima non tenevo genio. ma intanto succedevano altri fatti e a un certo punto l'urgenza di mettere viola su nero si fa più forte della totale mancanza di tempo. la notte, l'alcol, la fiesta, ed una visione inaspettata. le mie gambe si muovono verso il corpo del ragazzo che fuma da solo, appoggiato ad un muro con un'espressione che stona con il contesto. dimenticando le persone che sono con me. ci sono i nostri soliti discorsi assurdi, ci sono sorrisi, ma questa volta non c'é serenità, non c'é rilassatezza. questa volta non c'é il razionale buonsenso a gettare acqua sul pensiero e sul ricordo di infuocati sms. l'alcol regala una sincerità pericolosa. imprvvisa come un incidente dichiaro il mio bisogno di un abbraccio del quale più tardi mi verrà confessata la stessa urgenza da parte del corpo che si unisce con il mio in una morsa stretta da togliere il respiro e far vacillare un equilibrio che già si fatica a mantenere nella quotidianeità. milioni di frasi troppo difficili da pronunciare appesantiscono l'aria, riempiono l'ambiente, riducono l'ossigeno e lo spazio. così ci si ritrova abbracciati sempre più stretti e si respira a fatica. senza riuscire a staccarmi ascolto una voce che con considerevole difficoltà mi chiede una dolorosa conferma, mi chiede scusa, mi chiede di essere egoista e di pensare alla mia felicità, dichiara di non avere tempo, di volermi chiamare molto più di quanto non faccia già. dice e non sa che dire, e io non riesco a far altro che ascoltare e affondare la mia testa nel gracile petto e sentire le sue mani fraterne e estranee accarezzarmi i capelli. . semprescomoda |
21:25
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venerdì, giugno 20, 2008 GUARDAMI
(NON POTRAI MAI TROVARE UN’ALTRA COME ME)
ascoltare questa canzone e gridare questa frase pensando a lui, era automatico, inevitabile… solo che lui aveva avuto sempre tutto difficile, difficilissimo, e allora il pensiero da incazzato diventava amaro, e smettevo di prendermela con lui, e rivolgevo la mia rabbia verso la vita, il destino, verso l’impotenza che avevo provato. C’era stato dolore, tanto. C’era stata speranza, poca, che si rendesse conto che non era una buona ragione, che non era una soluzione, che era solo come strappare la piantina di violette che inspiegabilmente cresceva nel deserto, in mezzo ai cactus.
Ma poi c’era stata la rassegnazione
Come Sempre.
Come sempre ho accettato l’idea inaccettabile e sono riuscita persino a farmela piacere, perché io sono così.
E dopo alcune settimane avevo anche smesso di guardare ogni giorno, almeno 4 volte al giorno, nella strada di casa sua, nella quale chissà cosa speravo o temevo di vedere.
E poi c'era stato il riavvicinamento, nell’amicizia.
Perché io resto sempre inspiegabilmente amica dei miei fidanzati.
Bugia.
Non resto amica.
Divento amica.
Perché di solito prima di fidanzarci non siamo mai amici.
E nell’amicizia avevo iniziato piano piano a sentirmi comoda (io?!), rilassata, serena, a mio agio.
Gli volevo un bene innegabile, palpabile, visibile. Non potevo smettere di preoccuparmi per lui, di sperare che stesse bene, che la sua vita fosse minimamente facile. E mi divertivo insieme a lui. Eravamo “in sintonia”, come si dice. Era normale capirci al volo, anche solo un’espressione del viso, una parola non detta, una battuta comprensibile solo nel nostro micromondo privato.
Giuro, non rimpiangevo quello che eravamo.
Io quando mi convinco di qualcosa lo faccio con i controcazzi, e credevo fermamente che come “fidanzati” acquistavamo solo dettagli trascurabili (il sesso) o dannosi (le mie pretese, il mio magone costante, le mie lacrime soffocate e solitarie, le mie lamentele, i suoi silenzi).
In questo modo prendevamo solo il buono, ed era molto meglio.
Poi un giorno percepii qualcosa. Chiamai miriana e le raccontai la mia percezione, e alle sue domande tipo “e cosa faresti se…” rispondevo:
non mi dirà mai niente. Lui è così, masochista. Si lacera dentro, ma preferisce farsi in culo lui, piuttosto che complicare la vita a un altro.
E poi arrivò l’essemmesse
(ho scoperto che la storia è lunga. La seconda puntata la racconto un’altra volta… se tengo genio)
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semprescomoda |
21:52
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domenica, giugno 15, 2008 ESSEMMESSE
160 caratteri, 37 parole, alcune storpiate, abbreviate, in una lingua della quale ormai colgo anche le più sottili sfumature. E colgo anche le sue di sfumature, e sono quelle, più la sua faccia, le sue espressioni, le sue parole e il suo modi di dirle, a snaturare il messaggio e a caricarlo di sensi e importanza che potrebbe non avere. Se venisse da qualcun altro, o in un altro momento storico.
E invece arriva adesso.
Da lui.
Per farmi venire mal di pancia, e nausea e confusione.
Per farmi sentire immensamente bella stamattina, di una bellezza involontaria, inaspettata, dagli effetti non calcolati e devastanti.
Per farmi desiderare che passi il tempo e che non passi, che si dicano parole e che non si dicano, che le cose cambino e che non cambino.
È dimostrato.
La vita mi prende per il culo.
Sempre e comunque.
E io non ho mai la risposta pronta.
Mai.
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semprescomoda |
13:18
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lunedì, giugno 09, 2008 I ZINCARI stufa di ascoltare inconsapevoli iberici guardatelevisione raccontarmi e domandarmi di storie e relazioni e soluzioni di conflitti di interesse dei miei conterranei con i rumeni, posto il mio unico pensiero al riguardo, ringraziando l'autore: il trovatore pesciaiolo Gianfranco Marziano, che pur avendo certa influenza nella mia vita non era mai comparso su questo blog. rimedio e auguro a tutti buona lettura. (vi volevo mettere pure il link per sentirvela ma non lo trovo quindi se proprio non ce la fate la cercate su iutub) IZincarinarrato Il fiume, il cielo, la bella giornata, la cinepresa, le fotografie... che ci divertiamo. Torno. Il camper aperto. Gira gira, trova nu contadino. Dico: ...I ZINCARIIIIII! - Dottò eh chille so' i zincari, e nu guajo! Vabbuò. Turnamm'a sera, mia moglie cà nun parla. La televisione, Raimondo Vianello, le partite. Passa un mese, due, mi vendo pure il camper che tanto m'era passata la voglia. Andiamo in vacanza al mare, villaggio turistico e tutto, tutto compreso, pure l'escursione al monastero. ...I ZINCARIIIIII! - So i zincari dottò - fa il bagnino - come girate l'uocchio è nu uajo Vabbuò. Torno a casa da solo, à trovo aperta. Chiamo il portinaio e chiedo: ...I ZINCARIIIIII! . semprescomoda |
13:25
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martedì, maggio 27, 2008 CON QUALCHE PICCOLA MODIFICA (anche paolaturci ha scritto una canzone su di me) Dalle strade bagnate di pianto Dalle strade bagnate di sangue quale parte del mondo migliore sarà semprescomoda |
21:17
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mercoledì, maggio 14, 2008 MI ERO DIMENTICATA IL TITOLO
Stamattina, dopo aver fatto mille telefonate, stavo lavando i piatti della colazione e della cena miei e delle mie due coinquiline mangianti (ne abbiamo una che non mangia) e canticchiavo allegramente una canzone autobiografica di mia invenzione improvvisata sul tema “io mi sbatto dalla mattina alla sera ma non vedo mai una lira però le cose che devo pagare io le pago senza fare storie, guarda un po’”
E mi è venuta in mente una canzoncina che cantava sempre mio padre quando ero piccola e ho iniziato a canticchiarla, e per miracolo l’ho trovata su google (con tanto di accordi, in un canzoniere politico-popolare) e vi posto il pezzo che sapevo io:
Io c'ho un padrone che non paga mai,
però a Natale fa una bella festa.
Il mio padrone fa una bella festa
e allora invita tutti gli operai.
[I Rit] Che bella festa, tutta pagata
dalla minestra all'insalata!
Ed alla fine della bella festa
una sigaretta a testa.
Il mio padrone non pagante + rilevante al momento è lo Stato Spagnolo (perdón, il Regno di Spagna) lo stesso al quale ho appena scoperto di dover dare 88virgolaqualcosa euro perché, dopo avergli cacato 3 chili di documenti con relativa fotocopia autenticata e traduzione giurata, mi conceda di riconoscere che sono laureata. (toh, senti che rima!!)
poi un giorno, con altri documenti e altri 88 euro litigheremo per stabilire in cosa sono laureata, ma per il momento mi va bene così.
Ma la Corona è buona e giusta e ieri al lavoro mi hanno dato un foglio con la lieta novella: non mi detraggono il 18% ma il 15%...
Che dolci… ma da QUALI soldi, mi chiedo io!?!?!
Tra un’ora dovrò essere in un’agenzia di traduzione per fare una telefonata a un “organismo ufficiale italiano” per la quale non so ancora che compenso riceverò (e quando lo riceverò), poi andrò a fare la mia brava guida da 45 minuti e 25 euro (che pago sempre regolarmente) e poi prenderò il treno per andare a lavorare per il nemico fino a notte inoltrata, perché vorrei finire tutto entro oggi perché domani pomeriggio ho da fare delle lezioni e visto che quelle me le pagano (quasi sempre), mi sembra un peccato perderle. Tutto senza passare dal via (casa), mi domando quando e cosa mangerò.
Ciononostante sono stressatamene allegra. Vaffanculo la mia crescita intellettuale, in questi giorni ogni secondo libero lo dedico alla mia vita sociale e a divertirmi. Poi tra qualche giorno smetto, per dedicare qualche ora a cercare di superare l’esame di galego che ho il 1 giugno e per il quale ho – manco a dirlo – già pagato la mia brava tassa.
Ah. Ieri dopo aver visto l’intervista da Fazio, gentilmente segnalata e offerta da Jacopo Fo, mi sono scaricata un po’ di scritti di Marco Travaglio… ovviamente non avrò mai il tempo di leggerli, ma ieri mi sono stampata e letta in treno i “curriculum” dei deputati estratto da “se li conosci li eviti”. Impressionante.
E qua si lavora per mettere in galera brave persone che rubano caramelle per campare la prostituta della quale si sono innamorati.
Che vergogna
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semprescomoda |
11:42
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mercoledì, maggio 07, 2008 MY SIMS SEEMS ME
Quando sentii la mia coinquilina lamentarsi perché la sua tipa stava depressa, capii che quella che da giorni vedevo da lontano sul suo monitor non era una scacchiera, come credevo, ma una casa. Una casa arredata dalla mia coinquilina e nella quale viveva una tipa che lavorava, pisciava, mangiava e aveva sentimenti. La mattina dopo il nostro amico Norman stava installando il gioco sul mio pc, con tre viaggi di pendrive, giacché i suoi cd non piacevano al mio lettore.
In pochi giorni e tante grida dovute alla sua incapacità di prescindere dal soddisfare tutte le sue ottuse necessità, la mia amichetta virtuale mi ha insegnato tante semplici cose sulla vita:
- anche se lavori solo 6 ore al giorno, tra la doccia, la colazione e il viaggio di andata e ritorno, la maggior parte del tuo tempo se ne va a puttane.
- se organizzi una festa a casa tua spendi una barca di soldi, ti stressi, ti sfinisci, ti otturano il cesso, ti rompono le cose, ti riducono la casa una monnezza, tu non ti diverti nemmeno un po’ e con molta probabilità finisci con un livello di amicizie inferiore a prima della festa.
- le amicizie vanno coltivate. Se non li caghi per un po’ i tuoi amici prima protestano, dopodiché spariscono semplicemente dalla tua vita, e tu ti deprimi.
- se vuoi avere un fidanzato e vuoi che la vostra relazione cresca e si solidifichi, ti resta pochissimo tempo per i tuoi amici e mantenerli é ancora più difficile: molti non si accontentano di una telefonata.
- nonostante il cuoricino che indica il suo livello di amore indichi il massimo possibile il tuo fidanzato troverà sempre delle scuse del cazzo per non sposarti. Oltretutto è estremamente suscettibile e si incazza per ogni stronzata. tu pure, però.
- se hai degli amici ed un fidanzato non puoi assolutamente accrescere le tue abilità. ti puoi comprare libri, piscine, attrezzi da ginnastica, macchine da cucire, tavoli da lavoro per costruire nani da giardino, tori meccanici, piscine… ma non avrai il tempo di usarli.
- ogni tanto ti ricordi che hai uno strumento musicale, che ti ha dato tanta gioia quando l’hai comprato. Ma non hai mai il tempo di usarlo.
- non dormire o ridurre al minimo le ore dedicate al sonno non é una soluzione, perché il giorno dopo sei stanca, non ce la fai a fare un cazzo e ti addormenti in piedi.
Stamattina pensavo alla vita di questa tipa e pensavo che è tutto fottutamente reale.
Ti sbatti tutto il giorno a destra e a sinistra, non riesci mai a fare tutto quello che vorresti, se hai una vita sociale riduci a zero le tue possibilità di crescita intellettuale e viceversa. I rapporti di amicizia sono spesso fragili e difficili, quelli di coppia non ne parliamo nemmeno. Ma soprattutto il problema principale è il tempo. Non hai mai il tempo di appagare tutte le tue necessità. È matematicamente impossibile essere al massimo in ogni aspetto. E quando ci sei vicina stramazzi a terra incosciente, perché mentre ci provavi non hai notato che la tua energia scendeva sotto lo zero.
E considerate che la mia tipa ha una che le fa i servizi, ha il frigo sempre miracolosamente pieno senza fare la spesa, ha un solo vestito e un solo pigiama che non lava mai e non si depila.
Quindi io sto messa peggio
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semprescomoda |
16:33
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martedì, aprile 22, 2008 ODIO quella cifra di merda che compare ogni volta che mi connetto al mio conto corrente spagnolo. é ingiusta. non é la cifra che dovrebbe vedere chi negli ultimi mesi ha prestato 250 ore di servizio professionale ottimamente remunerato voglio i miei fottuti soldi, cazzo! . semprescomoda |
09:04
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venerdì, aprile 18, 2008 DUE STORIE IN ORDINE SPARSO uno
Era un momento senza importanza
Un bacio solo in una danza Un bacio vigliacco del tipo che ti ritrovi distrutto pensando che ormai è certo lei ama te... In quel momento preciso e vitale come una lama nel cuore ti appare Un viso che dorme vicino a te Un'emozione che gela tutto il bevuto Un'emozione che gela più del dovuto Dormo col cuore a metà Diviso tra il sogno e la realtà Tra un corpo da mille carezze e Le mille incertezze della libertà due
E poi parlo con lui, ciascuno a casa sua, attraverso lo schermo di un computer. Come quando stavamo insieme avremmo fatto due o tre volte al massimo. Lui mi cerca, ma non mi deve dire niente. Allora gli do chiacchiere, rilassata, tranquilla.
Poi inizia a parlare di noi, di me, di lui. E capisco che per lui questa chiacchierata è importante, perché a un certo punto mi chiede di aspettare due minuti, e va a fumare. Mi dice quanto sono meravigliosa e quanto gli ho dato e quanto non è stato all’altezza della situazione. E quanto gli sono mancata e che non mi chiamava per paura di essere rifiutato.
Come sempre quello che posso offrire è la mia sincerità. Gli dico che quando ci siamo separati e mi mancava come persona, mi maledicevo per non aver saputo essere semplicemente amica sua, per doverci sempre mettere dell’altro.
La conversazione è surreale, non per me, ma per il suo atteggiamento: loquace, intraprendente, coraggioso, osa. Mi chiede cosa faccio domani mattina…
Domani mattina sarò in altre faccende affaccendata. Anyway gli ho detto che lo chiamo e se non posso vederci di mattina, ci vedremo di pomeriggio. E ricominceremo dal fatto di esserci simpatici e di stare bene insieme, e di volerci bene. E toglieremo tutte le implicazioni sentimental-sessuali. E forse tra un po’ avrò un amico.
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semprescomoda |
22:30
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domenica, aprile 13, 2008 APPOCUNDRIA Aspettando che Pablo arrivi con la sua inopportuna onnipresenza a tirarmi fuori dall’irrimediabile pigrizia di questa domenica.
Domenica scorsa, nonostante le 3 ore di sonno della notte precedente, a quest’ora ero pronta per andare al lavoro, e oggi è stata una faticaccia immensa uscire dal letto all’una, e da allora non ho fatto altro che mangiare, e rispondere a 2 domande di un test per la patente.
A volte ci sono dei giorni che non hanno voglia di essere vissuti, e il cielo che non regala uno spiraglio di azzurro da ormai 7 giorni ci mette il suo. E windguru oggi si rimangia le promesse di sole per domani e dopodomani. Fanculo.
Sono ferma.
La traduzione é ferma alla parola cartucho, perché non so come renderla, e mi demotiva, a parte che non ho avuto tempo e adesso non ho voglia.
I pensieri nella testa sono troppi e segreti e si affollano senza poter uscire, come le malattie del signor Burns. E se provo a dirne qualcuno, ma senza dire, viene fuori un post brutto come il precedente, o come questo.
E allora mi sto zitta, e non importa se il blog resta abbandonato per un po’.
Scriverò quando ne sentirò il bisogno.
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semprescomoda |
15:12
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giovedì, aprile 10, 2008 RINCONTRI
Come cercavo di spiegare negli ultimi post, chiusa una porta, dopo la delusione, un po’ il mio cambiamento di attitudine e un po’ la fortuna, ne fanno aprire tante altre che mi riempiono testa pensieri corpo anima e conto corrente e mi fanno stare bene, bene
b e n e
be – ne
come stai?
da quanto tempo non rispondevo bene?
e poi mentre sto bene ci vediamo
e mi ringrazia di avere accettato l’invito… e io non capisco il ringraziamento e rispondo che sono buona e che non serbo rancore, ma sento che è una risposta inadeguata, ma poi non mi importa nemmeno tanto.
e io temevo solo di scoprire che stesse con qualcuno
e invece non solo no, ma la cosa strana era che io ero estremamente
più tranquilla di lui
più felice di lui
più sorridente di lui
più serena di lui
e soprattutto ne sono molto più fuori di lui
lui con il mio braccialetto al polso, l’unico, insieme a quello di sua mamma
lui che non è riuscito a vedere prision break e non ha intenzione di farlo
lui che sembra che la sua vita sia sempre uguale, sempre un po’ triste, sempre senza allegria, senza via d’uscita
e lui parlava e io pensavo che mi dispiaceva per lui
pensavo che é stato un po’ stupido a lasciarmi andare... e pensavo se davvero alla fine l’ha fatto per quel piacere che voleva farmi e che io non volevo mi facesse… e lo guardavo e sentivo per lui un affetto… come di appartenenza… di quelli senza ragione però sentivo anche di essere sollevata per il fatto che non fosse più parte della mia vita… e allora mi chiedevo da dove venisse il mio affetto…
e non lo so
però mi ha fatto bene vederlo
mi ha fatto bene
insieme a tutto il resto
in questo momento tutto fa un po’ bene
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semprescomoda |
15:34
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mercoledì, aprile 02, 2008 IO ADORO QUEST'UOMO Come riempi …bene quei jeans E allora dài Non porti dei vestiti E allora dài Come riempi …bene quei jeans E allora dài ....e ho detto.... QUESTO uomo. quello di "ho bisogno di te" lo prenderei a calci nei denti . semprescomoda |
18:55
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domenica, marzo 23, 2008 PASQUA DI RISURREZIONE
Ieri sera non sono uscita.
Non mi entusiasmava la compagnia, ma ho usato come scusa il fatto di voler essere sveglia stamattina, per andare a messa.
Conversazione con Pablo mentre mi riaccompagnava a casa insistendo perché uscissi
- devo andare a messa, perché dio perdoni i miei peccati e mi restituisca quello che mi ha tolto.
- E che ti ha tolto?
- Il lavoro?
- Eeeeh ma tu prima pecchi e poi ti vuoi far perdonare
- Peccano tutti. Solo che dio guarda solo me e punisce solo me. Non credi che lui dovrebbe aver avuto una punizione peggiore?
- Bé… sí…
- Secondo me è perché dio contava su di me, per certe cose. Ero l’unica che ancora la pensava in un certo modo… e ora che non è più così… mi punisce sperando che ci ripensi…
La messa è stata orribile. Urge cercare un’altra chiesa, anche se + lontana. Una cosa da non credere: il giorno di Pasqua, la chiesa VUOTA!! Io e una ventina di vecchi, come ogni domenica… ma qua lo sanno che è pasqua? E quel solito prete, che parla dei preservativi come se fossero bombe, stavolta ci dice che è pasqua e dobbiamo essere felici… e vorrei averlo potuto registrare, per farvi sentire la gioia con la quale lo diceva, e la vivacità con la quale ha animato l’intera celebrazione… non sono riuscita ad evitare di pensare ai fatti miei per la maggior parte del tempo…
Ma nonostante la tentazione forte sono rimasta lì, fino alla fine, come una campionessa.
E quando sono tornata a casa ho dato un’occhiata ai miei telefoni: in quello italiano c’era la consueta poesia di pasqua di nutella (iodonnatrash) e in quello spagnolo una chiamata persa di “sconosciuto”. Certo che mi è passato per la testa chi poteva nascondersi dietro un nome così poco identificativo, ma sono brillantemente riuscita a dimenticarmene in fretta e a non pensarci. Fino a quando sconosciuto ci ha riprovato e si è mostrato sotto le divertenti sembianze del mio (ex) collega Felipe, che porello, gli tocca lavorare il giorno di pasqua. Dopo le solite stronzate mi fa:
- domani lavori.
- …no…?
- …sì!
- chi te l’ha detto?
E insomma domani lavoro.
Il giorno di pasquetta.
Ma tanto qua pasquetta non esiste… e io sono contenta di lavorare, e penso che ho ricevuto questa telefonata perchè dio mi ha un po' perdonata. anche se lavorare domani non significa continuità… non lo so cosa significa… ma va bene e chi vivrà vedrà.
La cosa certa è che si dovranno incrociare nuovamente gli sguardi… quando pensavo che eravamo ormai fuori pericolo. Forse ci sarà tensione, o forse saremo bravi attori, forse la tensione non sarà solo tra noi, e forse qualcuno noterà qualcosa. O forse no. Forse ritorneremo sconosciuti e formali, forse sarò di nuovo quella che non parla mai con lui, forse cambierà qualcosa, ma più probabilmente no.
Ah, buona pasqua
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semprescomoda |
15:15
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sabato, marzo 15, 2008 YES, I’M TALKING ABOUT YOU (TOO)
mi piacciono i discorsi senza senso
mi piacciono quelle conversazioni brillanti, botte e risposte totalmente assurde, su temi improbabili, che costruiscono storie inverosimili che potrebbero continuare all’infinito ma si interrompono quando uno degli interlocutori cede, sopraffatto dalla comicità delle stesse, e scoppia a ridere… poi si può anche continuare… però spesso la risata rompe il ritmo e può significare la fine. come un orgasmo può segnare la fine di un rapporto sessuale, oppure no.
si può continuare o comunque ricominciare.
è una cosa rara
non mi capita spesso di incrociarmi con cervelli sulla mia stessa lunghezza d’onda da questo punto di vista, con persone che sappiano cosa intendo, che apprezzino la cosa quanto me e che abbiano una forma di sviluppare storie compatibile con la mia.
anzi mi è capitato proprio poche volte
potrei nominare tutte le persone, nonostante la mia memoria, rinomatamene scadente.
perché sono poche
mannaggia
che poi la cosa triste è che nonostante io abbia visto in ciascuna di queste poche persone il perfetto compagno delle mie adorate divagazioni senza senso, reagendo con pura gioia ad ogni incontro con loro durante il quale si sia potuta svolgere una di queste meraviglie dell’illogica, loro non abbiano riconosciuto in me la stessa caratteristica, e di conseguenza non mi abbiano attribuito lo stesso valore
ed è evidente che non l’abbiano fatto
altrimenti adesso sarei con loro a dire stronzate
mannaggia.
(già l’ho detto?)
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semprescomoda |
21:12
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giovedì, marzo 13, 2008 L’IMPOSSIBILITÀ DELLA SINCERITÀ
(traduzione dal mio blog spagnolo)
mi sono sempre ritenuta una persona sincera. vabé… sempre sempre no. Fino ai 13,14 anni dicevo molte bugie, ma credo che lo facciano tutti. ma poi conobbi una persona che mi sorprese, perché mi diceva tutto ciò che gli passava per la testa, cose che io non avrei mai detto… mi sembrava assurdo, ma mi sembrava anche che rendesse tutto più semplice e più bello. allora decisi di provare ad essere sincera, a dire ciò che pensavo, così come lo pensavo. a volte era complicato, a volte si trattava di cose difficili da ascoltare, e molte più volte difficili da dire. ma ce la mettevo tutta.
martedì però, ho notato una cosa.
e ho iniziato a pensare a cose del passato… e ho scoperto una cosa piuttosto deludente.
quando parli a qualcuno di ciò che pensi su una certa cosa, per quanto tu sia sincero, ci sarà sempre qualcosa che non dirai. perché la mente umana (perlomeno la mia), genera migliaia di pensieri sulla stessa questione. e alcuni sono… normali, accettabili, riconoscibili, hanno senso e si possono raccontare. ma altri no. altri sono più complicati, li vedi e li allontani, non li accetti e – ovviamente – non li racconti. alcuni non ti appaiono neppure in una forma traducibile a parole, si nascondono, ma tu sai che ci sono, sai che ti sono passati per la testa.
di conseguenza…
quello che ti dico è vero. quello che vi dico è vero.
è la verità, non racconto bugie
(non più)
ma non è tutto.
c’è sempre qualcos’altro
che non viene fuori
non so perché
e non so se sia un bene o un male, suppongo che dipenda dai casi
ad ogni modo è inutile fermarsi a pensarci, perché ritengo sia impossibile esprimere tutti i tuoi pensieri relativi ad una certa cosa.
impossibile
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venerdì, marzo 07, 2008 PERCHÉ SONO POLEMICA... per questo non ti rispondo.
non parliamo di me
non mi va
non stiamo parlando di me. Stiamo parlando di te.
Parliamo di te perché io ti ho chiesto come stai,
perché volevo saperlo
ma un “e tu?” non è come un “come stai?”
anche se ci hai pensato anche tu
ci hai pensato anche tu però l'ho detto io
forse perchè io ci ho pensato di più...
non parliamo di me
non parliamo di cose che non ci interessano
non siamo più obbligati
avere le palle di dirgli tutto questo...
ma forse é meglio di no...
le persone non amano fare polemiche
io si... lo adoro...
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semprescomoda |
21:40
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martedì, marzo 04, 2008 IL MIO AMICO GESÙ
Domenica sono stata a messa
Perchè ho ricevuto un’educazione cattolica, come tutti. però io – a differenza di tutti – non me ne sono separata con l’età della ragione. Ha volte non ho chiaro il perché, perchè io no e perché tutti sì, non mi è chiara nessuna delle due cose
E io però sono quella che ha scritto tutta questa miriade di parole che si leggono (a volte) su questo fondo scuro e insomma forse si intuisce che non sono proprio lo stereotipo di cattolica che uno si aspetta.
Infatti a me viene più naturale dire che sono credente, invece che cattolica, che questo poi pure non lo so, perché io ci credo e altri no, però so perché io credo più “a forma” di cattolico che di un’altra cosa: perché ho ricevuto un’educazione cattolica.
Esistono i pomodori ed esiste la pasta. E infinite forme di mischiarli per mangiare. E io penso che un po’ la forma di ciascuno dipende pure dall’abitudine, da come le mischiava sua mamma, o sua nonna. Poi ci sono pure quelli che rompono con la tradizione e fanno di testa loro, ma quelli ci sono sempre.
E comunque il sugo che faceva mia mamma la domenica si chiama chiesa cattolica
E io mi ricordo che da piccola un prete o chi ne fa le veci disse una cosa sulla messa, tipo che se tu hai un amico devi andarlo a trovare, se no che amico sei? E io non sono esattamente una buona amica perché non chiamo mai i miei amici, e non li vado mai a trovare, lascio sempre che siano loro a cercarmi. E un po’ pure con l’amico gesù. Però poi ogni tanto mi sento sola e chiamo qualcuno e ogni tanto mi sento che ho voglia di andare a trovare il mio amico gesù.
e così, per pigrizia e comodità, (apriva all’una) sono andata a quella vicino casa mia. Ci ero già andata altre volte, che altre volte già mi era venuta voglia di andare a trovare gesù. Però stavolta è stato proprio brutto.
A casa di gesù c’era uno che diceva cose brutte e io pensavo: gesù, ma perché lasci che questo deficiente parli a casa tua? Poi dite che nessuno ti viene a trovare. Che i giovani non ti vengono a trovare. Bé io se ti vengo a trovare e so che ci trovo questo qui che dice queste cose è normale che non ci vengo più. Che non vado a trovare i miei amici, e poi dovrei andare a trovare a questo? E dicono che quel deficiente non è chi sembra, ce l’ha messo gesù là, ti puoi fidare
E io mi fido, quello è il punto
però a volte proprio non capisco
Però poi io visto che sono diventata cattolica da piccola, ho un rapporto molto infantile con il mio amico gesù, e allora lunedì, quando mi è arrivata una bella notizia, ho pensato che era gesù che diceva: scusa, ieri ero andato a giocare a pallone, non ti prendere collera, ià…
domenica prossima mi trovi…
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sabato, marzo 01, 2008 RAPPRESENTO Cammino per strada con il mio mp4 in tasca, la musica dei 24 grana nelle orecchie, il cuore che batte al ritmo delle percussioni, un senso di appartenenza, voglia di cantare.
lascio gli occhi a guardare la gente
per guardare me stesso mi rivolgo alla mente
Ci sono delle canzoni, o solo dei pezzi, che non posso fare a meno di cantare come vanno cantati. Con la voce grezza, con un accento marcato, con la rraggia in cuorpo.
Però quando lo faccio per strada provo un po’ di vergogna. Mi chiedo cosa può pensare chi vede questa ragazza piccola piccola con il viso dolce e le mollettine a forma di farfallina, cacciare questa voce, questa rraggia e questa faccia intussicata.
Quando mi vergogno penso che forse potrei cantare queste parti e queste canzoni in un modo meno coinvolto, con un altro tono di voce, con un’altra intenzione come canterei una canzone di qualcun’altro…
ma poi penso di no.
Ed è allora che mi viene l’illuminazione:
Sono una canzone dei 24 grana
Sono come tutte le canzoni ed ogni loro parte.
sono l’accento napoletano grezzo, l’arraggia in curpo, la dolcezza, lo sfastirio, il vibrato neomelodico, l’urlo, il sussurro, la voce roca, la sfasulatezza, il dolore, la melodia, l’allegria, la consapevolezza, l’emozione, il rancore, l’amore, l’insicurezza
a paur e guardá
a paur e sbaglià
a paur e passà
però quasi sempre la metà di queste cose non vengono fuori, si nascondono per vergogna, per pudore, per paura.
però i 24 grana senza accento napoletano e senza rraggia non sarebbero come sono, così come quello che io decido sia conveniente mostrare non trasmette quello che sono.
trasmette parti di me che possono pure essere belle ma che sono solo parti di un insieme
ed è l’insieme quello che vale la pena…
songo chi mi sente e chi mi sente nun è sulo chi ce sta...
* * *
stanotte ho fatto dei sogni di merda
però uno era realtà
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semprescomoda |
11:47
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domenica, febbraio 24, 2008 SACUDIENDOME EL POLVO
passate le due settimane di lutto, si passa a parlare d’altro.
come sempre
come sempre dico e mi dico che è meglio
come sempre è vero
é meglio per colpa mia. perché non perdo mai - nonostante la consapevolezza - la malsana abitudine di togliere tempo attenzione e importanza a tutto il resto delle cose, quando ho un uomo accanto
ora che non ho nessuno accanto ho tantissimo spazio intorno, e vedo cose che prima mi venivano tappate, il mio sguardo arriva più lontano, e il mio corpo ha voglia di seguirlo
La traduzione dei racconti volge al termine. Ne manca uno, poi devo correggere, poi capire come si editano, poi posterò il link. Intanto ho buttato i semini per due progetti. Per la prima volta progetti veri, anche se li consegnerò ad un tramite, piuttosto che direttamente ad una casa editrice, ma ho sempre sostenuto che le cose si fanno a piccoli passi. Sarò pronta a mandare un progetto da sola quando avrò qualcosa da dire su di me, e se questo “sogno” – come lo chiama l’autore – va in porto, ce l’avrò
anche se avevo detto che avrei parlato d’altro, dico una cosa:
“sucre” (ho appena partorito questo soprannome, che è divertente e azzeccatissimo per diversi motivi) a volte mi manca, come persona, più che come fidanzato. Ma il non provare più le sensazioni spiacevoli che inevitabilmente lo stargli accanto comportava è impagabile. come sempre mi chiedo perché non potremmo essere amici. come sempre questo mi fa capire che evidentemente prima c’era qualcosa di strano… come sempre arrivati a un certo punto me ne fotto
come insegna mia madre: tutti sono utili e nessuno è necessario
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semprescomoda |
11:17
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giovedì, febbraio 14, 2008 SAN VALENTINO MARTIRE
Mi piace lasciarmi il giorno di san valentino, ormai è diventata una tradizione, per questo oggi, dopo 144 ore (sono 6 giorni esatti) tanto facili da gestire all’inizio quanto massacranti durante gli ultimi minuti, ho rotto il silenzio, e abbiamo finalmente messo un punto alla cosa. ovviamente l’ho dovuto aiutare, ma sono contenta così. Tanto era chiaro. Bisognava solo dirlo.
Durante i primi minuti del giorno degli innamorati, ovvero ieri sera, stavo godendo, attraverso il mio pc, del quarto episodio della terza serie di Prision Break. Il primo visto senza di lui. E solo ora, scrivendo il post, mi sono resa conto che mi è passato, nella completa indifferenza, il momento della “sigla” che era quello dedicato ai baci. Ero talmente ansiosa di scoprire il seguito, che non ci ho assolutamente pensato. Però ho ovviamente pensato a lui, in due momenti, in particolare. Quando l’urgenza di commentare degli avvenimenti era talmente forte che ho sentito la mancanza di qualcuno con cui farlo. E l’abitudine vuole che la mia mente associasse naturalmente a lui quel qualcuno.
Meno grave di quanto sarebbe potuto risultare, comunque.
E gli ho detto che l’ho visto. E solo lui può capire quanto la mia decisione sia stata sofferta, e che cosa significhi averlo fatto. Grossomodo come regalare la fede nuziale alle orfanelle. Ah, ho fatto anche una cosa simile, ho regalato, sempre ieri, il braccialetto a manu, che me l’aveva chiesto.
E insomma, that’s all
Ah.. gli si è rotto l’hard disk che gli avevo regalato
ahahahahahaha
…però io non avevo mandato nessuna maledizione, lo giuro…
certo, a saperlo me lo sarei risparmiato…
ah, no. Mi dicono dalla regia che queste cose non si dicono.
…soprattutto il giorno di san valentino
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semprescomoda |
21:36
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sabato, febbraio 09, 2008 BRINDO ALLA TUA SALUTE anidride carbonica, coloranti, edulcoranti, acidi, aromi, correttori di acidità e una fonte di fenilanina che dio me ne liberi, qualsiasi cosa sia. lascio che il mio corpo si infetti con questa merda comprata per te. lo considero la mia cerimonia privata per la celebrazione della fine. per ricordarmi quanto sia stupido comprare cose che mi fanno schifo nel sapore e nell'anima per fare felice qualcuno che non fa felice me. per mia colpa mia colpa mia grandissima colpa è innegabile che nei tempi lunghi questo non possa essere per me che un regalo prezioso. perchè da sola mi rimbocco le maniche e rifiorisco. perchè non merito di appassire accanto a te. oltretutto senza niente in cambio lascia pure la mia mano, affonda pure nel baratro delle tue tragedie e dei tuoi dolori, nella nebbia in cui ti senti a tuo agio. smetto di trascinarti ostinatamente verso il sole ed il calore. che non riconosci, non capisci, non vuoi, o forse semplicemente non sei ancora pronto per loro. non è più un mio problema. e fortunatamente per me, tra la tristezza e lo sconforto riesco a riconoscere, splendente, il sollievo. perchè per molti versi lo sarà. que te vaya bien . semprescomoda |
15:24
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